cuore mite e in ossequio

cuore mite e in ossequio

15/07/15
Posted by: Monache Carmelitane
Posted In: spiritualità carmelitana
  • Carissima sorella, grazie infinite per questa stupenda e profonda meditazione. Subito dopo averla letta mi è venuto in mente il versetto del Vangelo di Giovanni “Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimora, porta molto frutto…”
    Un primo frutto è quello che otteniamo col nostro cammino spirituale, fatto di combattimenti , cadute ma anche di tanti progressi (la mitezza è uno di questi), il secondo è quello del dono agli altri di quanto abbiamo ricevuto. Il vino buono si ottiene con tanti acini d’uva, da solo non serve a nulla. Non a caso il versetto di Giovanni si conclude dicendo”Amatevi come Io vi ho amati”.
    Tanti acini tutti radicati in una solida vite dalla quale traggono vitalità e linfa.
    GESÙ è la nostra vite!
    Avrei ora una domanda da porti carissima sorella e che il mio cuore attende.
    Come crescere nell’AMORE? Come capire di aver fatto dei passi in avanti nel cammino dell’Amore?
    Grazie infinite!

    • … Tutto comincia da un tuffo nella propria interiorità, qualche attimo di attenzione spirituale, una zummata di vangelo sulla casualità” degli avvenimenti, una virata consapevole dei bisogni profondi verso orizzonti durevoli e scorgi un filo rosso, una forza, una direzione, un marchio d’Autore che mai si smentisce creando e ri-creando nell’amore. E’ come il sangue, come la linfa, come l’aria, fonte della vita e anelito del cuore umano, desiderio e fulcro di relazioni profonde, alimento di ogni passione e spinta per ogni scalata o corsa, oggetto di ogni meta.

      … E ti accorgi che siamo impastati di Amore! Siamo fatti per l’Amore! Siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio Amore.

      Ciò speiga perchè il cuore umano è impregnato del desderio di pienezza, di reciprocità, di completamento, di comunione e condivisione, di tenerezza.
      Noi siamo fatti a immagine dell’Amore e il nostro cuore non è in pace se non riposa nell’amore.

      In qualunque stato di vita, la persona cerca di gustare la gioia profonda dell’incontro di un tu dipsosto ad un noi generativo e fecondo, si tratti di rapporti di coppia, amicizia, parentali, o fosse anche la fusione con l’arte, la musica, la ricerca…..
      L’uomo ha bisogno di amare e di essere amato e in questa dialettica vuole esprimersi, espandersi, rigenerarsi….

      Nella vita consacrata l’avventura dell’amore nasce e si risolve in Colui che è l’Amore: Dio Trinità.

      Avventura di divina seduzione grazie alla quale si scolora ogni fascino mondano e, costi quel che costi, tu senti il bisogno di appartenerGli, vivere in Lui, morire per Lui. Ogni sua proposta ti appare esigente ma ineludibile, a tratti inedita e misteriosamente iscritta da sempre tra le trame della tua storia, segnata da rinuncie per un centuplo quaggiù e la vita eterna, sempre in fieri, come Lui, dalla croce alla risurrezione.

      La stessa avventura di quell’amore eterno narrato in ogni pagina della S Scrittura, quel susseguirsi ed espandersi dell’amore di Dio per la sua creatura, che si ripete e si rinnova oggi per me con lo stesso pathos, la stessa forza travolgente e consumante che infiammò la vicende dei Patriarchi, dei Profeti, di Davide, e poi con Gesù, dei discepoli, di Marta e Maria, di Paolo ecc.

      Dice il profeta Osea: “Quando Israele era fanciullo, io lo amai […]. Io insegnai a Efraim a camminare, sorreggendolo per le braccia[…]. Io li attiravo con corde umane, con legami d’amore; ero per loro come chi solleva il giogo dalle mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare […]. Come farei a lasciarti, o Efraim? […] Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni si accendono.” (Os 11, 1-4).
      O il profeta Isaia: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il frutto delle sue viscere?” (Is 49, 15).
      E Geremia: “Efraim è il figlio che amo, il mio bambino, il mio incanto! Ogni volta che lo riprendo mi ricordo di ciò, mi si commuovono le viscere e cedo alla compassione” (Ger 31, 20).
      E il canto d’amore della Bibbia: “Forte come la morte è l’amore, le sue vampe sono vampe di fuoco” (cf Ct 8, 6),
      Amore di desiderio e di scelta.

      L’uomo desidera Dio, Dio desidera l’uomo, vuole e stima il suo amore, gioisce per esso “come gioisce lo sposo per la sposa” (Is 62,5)!

      Vita consacarta: avventura di un amore forte e tanace come la morte, amore fedele, amore che le grandi acque non possono spegnere, amore che seduce, amore che educa, amore che perdona, amore che trascina sui sentieri della condivisione, della comunione, della grautuità, del dono di sè e che interpella ad una corrispondenza responsabile e totale :”mi ami tu più di costoro? Pasci le mie pecorelle “(Gv 21,15).

      Dalla qualità della nostra risposta d’amore a questa domanda di Gesù dipende la bellezza e la pienezza della nostra vita consacrata ma è il suo amore che ci da la forza di un amore totale per Lui, un amore ardente che ci ” spinge” a mettere Lui sempre al primo posto, a cercare di piacerGli in ogni momento.a confrontare i nostri desideri con il suo desiderio. a vivere davanti a Lui come amico, confidente, sposo ed esserne felici, a sentire inquietudine al solo pensiero di stare un po’ lontane da Lui, ad essere piene di felicità quando siamo con Lui, a essere disposte a grandi sacrifici pur di non perderLo mai.

      Amore che ci porta a preferire di vivere sconosciute come Lui ma con Lui, a desiderare di perdersi in Lui come unica meta dell’ esistenza, a supplicare continuamente l’aiuto dello Spirtio Santo per scegliere con coraggio, giorno dopo giorno di ripsondere con amore all’amore di Dio…..

      “Se tacete, tacete per amore. Se parlate, parlate per amore. Se correggete, correggete per amore. Se perdonate, perdonate per amore. Sia sempre in voi la radice dell’amore, perché solo da questa radice può scaturire l’amore. Amate, e fate ciò che volete.
      L’amore nelle avversità sopporta, nelle prosperità si modera, nelle sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare, nelle tentazioni è sicuro, nell’ospitalità generoso, tra i veri fratelli lieto, tra i falsi paziente. E’ l’anima dei libri sacri, è virtù della profezia, è salvezza dei misteri, è forza della scienza, è frutto della fede, è ricchezza dei poveri, è vita di chi muore. L’amore è tutto.” (S Agostino)

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