Come Maria

Non fece così Maria?

Le diverse e, tante volte, surrogate immagini che girano intorno alla realtà monastica, dipingono spesso la nostra vita al limite dell’accettabile…. C’è chi parla di fuga, chi di reclusione, chi di non vita…. Parlando dal di dentro, al di qua della di soglia, crediamo di poter testimoniare che tali condizioni non ci corrispondono affatto e che l’immaginario collettivo si fonda probabilmente su fantasie poco documentabili e documentate…. Non potrebbe trattarsi invece di una forma non immediatamente visibile di vita nella Vita? Certo, bisogna staccarsi da concezioni superficiali ed entrare in una prospettiva di fede per comprendere la nostra vocazione: diventare terra su cui Dio possa piantare la sua tenda, “ luogo” della sua Presenza. Terra, luogo …. Una materialità, fatta di carne e ossa, composta dalle nostre, più o meno, gradevoli sfumature personali, una umanità da rendere ben compaginata e connessa- “Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità (Ef 4, 15.-16) – come la terra prima della semina, o prima di gettare le fondamenta di una casa…. Noi, un terreno più o meno stabile ma sottratto alla vita del mondo per essere tenda per Dio…. Giardino in cui Lui possa scendere e prenderne possesso- “Nel giardino dei noci io sono sceso, 
per vedere il verdeggiare della valle,
 per vedere se la vite metteva germogli,
 se fiorivano i melograni”. (Ct 6,11) . – Corre il pensiero a Maria, la giovane di Nazareth, l’Immacolata, la creatura salvata prima di essere creata, la pura … per essere grembo e carne per Cristo… la tenda in cui Dio ha posto il suo Verbo, ha preso dimora, ha portato frutto. Lei nostra:“domina loci” , Signora della nostra terra, della nostra vita… sottotraccia della nostra esperienza di Dio. L’adesione faticosa e affettuosa alla Parola, la lotta e le lacrime dentro le notti che attraversano l’esperienza della “resa”, l’autentica, profonda e continua rinuncia al proprio io, la ricerca costante dell’Amato nelle circostanze previste e impreviste… Una vita espropriata, consegnata, giocata sull’essenziale, con una forte tensione spirituale generatrice di vera prossimità. Una vita nella quale il dono ricevuto rende straordinario l’ordinario, è ciò da cui ci sottraiamo, paradossalmente, diviene per noi addizione di legami evangelici che superano ogni aspettativa. Una vita nella quale il cuore si spezza e si dilatata, si svuota e si riempie, si purifica e si rinnova. Vita di donne, bisognose di sperimentare continuamente i frutti della Misericordia, ma sempre pronte a invocare e servire la comunione nell’umiltà e nella magnanimità. Non fece, forse, così anche Maria?

1 Comment
  • Gianna Benatti
    Pubblicato alle 13:59h, 19 Maggio Rispondi

    Siete persone coraggiose! Senza il vs coraggio non ci sarebbero tanti martiri e testimoni coraggiosi dell’amore di Dio! Siete misconosciute,come tutti i tesori veri,coperte da banalità che sfumano non appena si comincia ad amare!! Tutto X il Tutto!! Aperte a tutti e sempre colSolo!! Spesso,nel mio ambulatorio,nelle difficoltà, vi penso, come sostegno e forza! La mia cella diventa parte della vostra!! Presunzione? Il dolore spazia fino all’Amore! Così non sono mai sola neppure io….e grazie di potervi leggere…pregate X il mio lavoro di ginecologa,se vi resta un momento!! Non è facile…ma DIO SOLO BASTA,vero?????

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