Carmelo

“Se…”

«Escrivo para engolosinar….»: «Scrivo per ingolosire, perché possiate essere presi da Dio, come io stessa sono stata presa da Lui». (Santa Teresa D’Avila)

Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui». (GV 14,23). Tutto parte da un fondamento umile: un “se”… libero, paziente, fragile. «Se uno mi ama, osserverà la mia parola» Non un comando ma un’opportunità; non un imperativo ma un futuro … un invito paziente sulla soglia del cuore … alla porta di un “se”: …«se uno mi ama…» e poi … Eccoci al Carmelo! Donne per Dio: coi sapori fervorosi degli inizi, le sfumature più grigie delle lotta, i disagi di un amor proprio sempre in agguato pronto a frenare il dono totale di noi stesse, l’abisso della grazia della conversione, il desiderio ininterrotto del suo Volto, la gioia e la forza della vita sacramentale, l’amore a Maria, l’amicizia con tanti santi e tra noi… Donne custodite e immerse nel silenzio, nella solitudine, nella preghiera continua per accogliere la Parola, farla fermentare in noi, “rigenerare” il Verbo…, diventare “lievito nascosto” per il mondo. Cercatrici di Dio perché per prime cercate da Lui… «E noi verremo a lui»… Nella nostra umanità, nella fatica del silenzio interiore, nella lotta contro orgoglio, amor proprio, ricerca spasmodica di stima, nell’apprendimento mai completo dell’umiltà del cuore… nel laboratorio delle relazioni comunitarie, a tavola, a lavoro, nell’intimità della cella….La Trinità viene, prende dimora entra da quel “se”…. La nostra vita di conformazione a Cristo si dipana in un quotidiano semplice ma tutto orientato ad abitare e lasciarsi abitare da Lui. «Mangia per me, dormi per me, tutto quello che fai, fallo per me» diceva Gesù a Santa Teresa D’Avila che poi è quello che dice S. Paolo «Sia che mangiate, sia che beviate…fate tutto per il Signore» (1Cor 10,31). Una vita vissuta al Carmelo, non tanto all’insegna dei nostri sforzi, pur necessari, ma inzuppata dalla consapevolezza del desiderio di Dio di donarsi a noi senza misura, un Dio che cambia, che trasforma, che rende la persona un’altra e che la vuole suo strumento, sua presenza, sua trasparenza. La coscienza dei nostri limiti, del nostro essere poca cosa, il senso d’impotenza di fronte alle tante necessità del mondo vicino e lontano a noi permangono ma diventano sempre più, paradossalmente e forse anche ragionevolmente, quella casa dove Dio può dimorare… Si arriva al punto di sembrare di non esistere più, al punto di sentire Dio come calamita, di sentirsi fortemente polarizzate verso di Lui anche quando tace, quando non percepiamo la sua presenza, quando sperimentiamo l’arsura della sua acqua viva, vuoi per responsabilità nostra, vuoi per un suo disegno di amore… La nostra persona viene cambiata! E il Vangelo con il Maestro che in esso vive, si muove, agisce, diviene il nostro tempo, la nostra storia. Non c’è un brano, un episodio, un versetto, una sola parola nella quale non ci ritroviamo…. È facile poi riconoscerci ora Maddalena, ora la Samaritana, ora la vedova al tempio o quella di Nain… Talvolta raccogliamo le briciole della mensa, altre volte aspettiamo davanti al tempio per avere sue notizie, altre ancora siamo indaffarate e forse un po’ agitate come Marta o accovacciate ai suoi piedi e in ascolto come Maria, o ancora sotto la croce o nel cenacolo….. Un profondo senso di concretezza, di immediatezza attraversa la vita….una specie di desiderio, che poi diventa realtà, quasi contemporaneità, “Vangelo alla mano”, presenza di Cristo in noi. «Prenderemo dimora presso di Lui» . Preghiera-vita… Vita come sintesi del Vangelo e impegno di viverlo come amore nel dinamismo di una amicizia che trasforma. Ancora Santa Teresa ci dice: «Noi viviamo con il Signore, ma come discepole. Non solo, ma siamo anche la casa di Betania. Il Signore viene a starsene con noi, a ricrearsi, a mangiare con noi. Il Signore è lo sposo nostro, è il Signore, il padrone della casa. Fissate gli occhi sul vostro Sposo, per essere pienamente ricuperate nella vostra dignità di donne. Non state a pensare ad altre cose, avete il vostro uomo, che è Cristo». In questo respiro anche la dimensione ecclesiale della nostra vocazione trova armonia e diritto di cittadinanza. Cosa facciamo per la Chiesa e quindi per gli altri? Vivere con sincerità, serietà, impegno e tanta gioia, i consigli evangelici, insieme a quella manciata di donne dentro cui Dio ci catapulta, nella preghiera, nell’offerta, in oblazione a Dio. La nostra vita carmelitana, claustrale, mantiene il forte tratto eremitico delle origini ma cerca di coniugare il silenzio, la solitudine, il raccoglimento nella pluralità della dimensione comunitaria non tanto perché si vive insieme, quanto piuttosto come progetto evangelico di vita, condiviso nella preghiera, nella comunione con Cristo, nel vivere il Vangelo insieme, nella testimonianza precipua di una comunità di discepole, familiare, gioiosa, umana…, comunità che vive insieme la scelta di Cristo e insieme percorre il sentiero della comunione, verso la libertà autentica, profonda, verso l’interiorità, verso la limpidezza della coscienza, verso l’empatia, verso la gratitudine… verso la santità! Tutto parte da un “Se”……

(Alcune espressioni della prossima santa Elisabetta della Trinità)

«Mi sembra di aver trovato il cielo sulla terra, perché il cielo è Dio e Dio è nella mia anima. Il giorno in cui ho capito questo, tutto s’è illuminato in me e vorrei sussurrare questo segreto a coloro che amo, perché anch’essi, attraverso ogni cosa, aderiscano sempre a Dio e si realizzi quella preghiera del Cristo: “Padre, che siano consumati in uno”».

«Egli è in me e io in Lui. Non ho che da amarlo e lasciarmi amare, ad ogni istante, in ogni cosa: svegliarmi nell’amore, muovermi nell’amore, addormentarmi nell’amore, con l’anima nella sua anima, il cuore nel suo cuore, gli occhi nei suoi occhi, affinché attraverso il contatto Egli mi purifichi, mi liberi dalla mia miseria. Se sapesse come sono piena di Lui!».

1 Comment
  • "Celeste" Marie Noelle
    Pubblicato alle 06:03h, 13 Ottobre Rispondi

    Rappresentate tutto in modo così coinvolgente..che stare ora qui a lasciarvi un commento ho quasi paura non essere all’altezza di comunicare la bellezza che si sente aleggia ovunque…e non sono all’altezza trovare parole..Ringrazio Dio che riesco però vivere le sensazioni di questa forza di Amore che conquista e alla quale impossibile non lasciarsi dolcemente condurre alla trasformazione e come è bello annullarsi per essere parte di un AMORE COSI SUBLIME.. Grande LUI che si introduce con il tenero “SE UNO.MI AMA” ??? Impossibile NON AMARLO..impossibile NON RESPIRARLO .. Siate sempre BENEDETTE SPOSE DEL SILENZIO..DELLA PREGHIERA

Aggiungi un commento