Quello che abbiamo udito

Quello che abbiamo udito

01/09/2016
Posted by: Monache Carmelitane
Posted In: sequela
  • I vostri scritti allargano il cuore. Sono come un’oasi.. Che bello se si potesse sospendere il tempo, nel mondo, e vivere in continua presenza dell Altissimo nel cuore. Ho 37 anni, sono sposata, vi leggo sempre.

  • laura donato
    01/09/2016 at 13:02  - Rispondi

    “Così la nostra vita si snoda: consumata dal desiderio della sua presenza, dalla profonda sete di contemplarlo, dall’aspirazione di vivere di Lui, in Lui, per Lui. Così: ponendo e riponendo ogni giorno in Dio tutta la nostra capacità di amare, il nostro desiderio di essere amate, sempre in viaggio alla ricerca del suo volto per partecipare sempre più della sua vita, per una somiglianza sempre maggiore, per unificare il cuore perché con esso Egli continui ad amare il mondo. Nessuno riesce ad accedere al suo mistero d’amore senza difficoltà ma Lui cinge i nostri fianchi con la sua fedeltà, si pone come sigillo sul cuore, rinnova ogni mattina la sua alleanza con noi, porta avanti la sua opera, recupera le nostre lacune, salda i nostri debiti, piano piano ci trasforma. Condotto in solitudine, il nostro cuore, trova grazia nel deserto, qui è chiamato a lasciare qualcosa di sé, a spogliarsi, a purificarsi e trova Lui, con lui si ricostruisce, con Lui entra in comunione. In questo modo impara a pulsare per Lui solo, si sente interamente di Dio e sente Dio interamente per sé. In Lui, così, ritrova e ama tutto e tutti ma in un modo nuovo, diverso, libero. L’intelligenza acquista un’altra luce e riconosce in Dio l’unico appoggio. La volontà non vede per sé altro cammino se non quello con Cristo. I ricordi cambiano sfumatura, il passato non emerge quasi più se non per lodare, ringraziare, benedire. E tutto, intelligenza, cuore, volontà, memoria sono avidi di Dio, desiderano solo Dio, vogliono solo mantenersi in Lui e mantenere dentro ciò che Lui da di sè .”
    UNIFICARE FEDELTA’ LIBERO LUCE APPOGGIO LODARE RINGRAZIARE BENEDIRE
    domanda
    è utopistico vivere questo “nel mondo”? mantenersi fedele a questo?

    • Cara Laura, tutti siamo chiamati a vivere la vocazione alla preghiera e al quel processo di trasformazione interiore di configurazione a Cristo…conosciamo laici il cui tempo tempo si sgrana sulle corde della preghiera, del lavoro, e ogni occasione è un reale rendimento di grazie. Camminano nella storia con il volto segnato dall’elevazione del cuore. Le loro labbra si muovono bisbigliando i sussulti dei cuori feriti, le mani si alzano impetrando benedizione, gli occhi si volgono al cielo per ringraziare, le ginocchia si piegano per adorare e invocare perdono e sono padri e madri di famiglia.
      Questa è il cuore della vita cristiana, stimolata quotidianamente dal gemito inesprimibile dello Spirito che nell’intimo prega e chiede ciò che noi non siamo neppure in grado di domandare. Questa è la nostra vita di monache, inabissata nella Parola di Uno che stupisce, che parla con autorità, che ordina severamente al male di uscire dal cuore, che terge la vita dalle impurità, che rende fecondo il cuore.
      Questa è la nostra vita prolungare la nostra preghiera davanti al Signore, per noi, per tutti, affidarsi, abbandonarsi, consegnare a Lui tutto di noi stesse e quanto ci viene affidato dal cuore di tanta gente. Questo è il nostro essere contemplative, camminare umilmente davanti a Dio, stare in Lui come lampade che ardono e si consumano senza pretese e cariche di fiducioso abbandono, nel cuore della preghiera, dentro una relazione amorosa con Dio Trinità, segreto di pace profonda, raggio che si irradia benefico dal cuore orante.

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