Accade un incontro

Esperienza di Dio e vocazione contemplativa

Accade un incontro.
Spesso nel silenzio, talvolta nel tumulto della vita, sempre come dono che precede e supera chi lo riceve. L’esperienza di Dio non si lascia afferrare né spiegare del tutto: si lascia accogliere. Il suo linguaggio è umile e la parola nasce dall’ascolto. «Nel silenzio e nella fiducia sarà la vostra forza» (Is 30,15)

Chiamati per nome. Il cuore della vocazione

Al cuore di ogni vocazione cristiana c’è un’esperienza originaria: essere stati raggiunti da Uno che chiama per nome. «Ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni» (Is 43,1). Non siamo noi ad aver preso l’iniziativa, ma Lui ci ha preceduti. La vocazione: lasciarsi fare da Dio, più che fare qualcosa per Lui. È una relazione viva, personale, che trasforma lentamente l’esistenza, come il lievito nella pasta.

Restare davanti a Lui. La via contemplativa

Quando cominci a deporre le maschere, quando cessano le difese e le pretese, resti semplicemente davanti a Lui. La preghiera allora è restare. «Fermatevi e sappiate che io sono Dio» (Sal 46,11). È un abitare la presenza, un dimorare. In questo spazio interiore scopri un Dio più intimo a te di te stessa, un Dio che già ti conosce e ti ama. «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4)

Un cuore indiviso. Nel suo Nome

L’esperienza di Dio non chiude in una quiete separata dal mondo. Diventa piuttosto una via di unificazione. Scegliere di vivere con un cuore indiviso, capace di stare davanti a Dio e davanti agli uomini. «Separato da tutto e unito a tutti», direbbe Evagrio Pontico. Ogni gesto, anche il più semplice, può essere abitato da Dio, perché «tutto quello che fate, fatelo nel nome del Signore Gesù» (Col 3,17).

Attraversare la notte. Un Dio che ama dall’interno

L’esperienza di Dio non elimina la fatica, il dubbio, la notte. Anzi, spesso li attraversa. Ma proprio lì, nel limite e nella fragilità, si rivela un Dio che non salva da lontano, ma dall’interno. Un Dio che cammina con il suo popolo (cf. Es 13,21), che lavora con le mani dell’uomo, che ama con il cuore dell’uomo. «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza» (2Cor 12,9).

Tenere insieme cielo e terra. La vita come lode

La vocazione diventa allora risposta d’amore che tiene insieme cielo e terra. È imparare a riconoscere Dio che passa, nel silenzio della preghiera e nel grido dei fratelli. È vivere con lo sguardo fisso sull’Essenziale, senza evadere dalla storia. «Cercate prima il Regno di Dio» (Mt 6,33). Così tutta la vita, lentamente, diventa un unico atto di lode.

Cercati e chiamati. Il segreto dell’esperienza di Dio

L’esperienza di Dio: accorgersi che non siamo noi a cercare Lui, ma che da sempre siamo cercati. «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15,16). Cercati, raggiunti, chiamati. E custoditi dentro una Presenza che precede ogni nostro passo.

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