Monastero

Vita in monastero

“Vivere in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza” queste parole di sant’Alberto, autore della nostra Regola, sono di ispirazione paolina e rappresentano una sorta di matrice in cui sono accennati gli elementi cardine del carisma carmelitano. Sant’Alberto, patriarca di Gerusalemme ha dato forma scritta al progetto di vita già scelto nella prassi dai primi eremiti che si trovavano presso il monte Carmelo. Noi carmelitane, figlie di quei santi padri, viviamo “l’ossequio a Gesù Cristo” nella dimensione contemplativa e nell’impegno della ricerca del volto del Dio Vivente, in una fraternità orante,  nella preghiera di intercessione per ogni fratello e sorella. Ed è proprio nella preghiera che si attualizza questo camminare accanto alle speranze, le gioie, i dolori, le angosce e i turbamenti di ogni fratello e sorella, in sincera e intensa amicizia, alimentata da uno sguardo sapienziale sulla vita e gli eventi che nasce da un rapporto quotidiano di intimità con la Parola di Dio, dalla condivisione di una passione capace di ravvivare il fuoco dell’amore, quella per ogni volto che il Signore ci ha posto accanto e a cui ci consente di essere prossimi. Viviamo l’esperienza monastica in una quotidianeità di vita con Gesù “accesa” da una fraternità viva.

“La Regola ci invita a dimorare da sole nella cella, che riscalda il figlio della grazia come frutto del suo seno, lo nutre, lo abbraccia e lo conduce alla pienezza della perfezione rendendolo degno dell’intimità divina. Questa cella non è solo strumento esteriore, ma va costruita nel proprio intimo: là dimora Dio e là ci invita a entrare per cercarlo.” RIVCM 2007, 19

La monaca carmelitana pratica con fedeltà l’assiduità alla cella, il permanere in essa come mezzo e segnale dell’interiorità. In tal modo è possibile comprendere la sapienza del detto dei padri del deserto : “Siediti nella tua cella e la tua cella ti insegnerà ogni cosa”. E’ nella cella che la carmelitana impara a parlare con Dio, a spogliarsi di se stessa. E’ nella cella che la monaca  vive raccolta con Cristo in Dio.

La nostra giornata è scandita dalla preghiera, lavoro e vita fraterna. Questo è l’orario della preghiera.

4.20 canto dell’ufficio delle letture

5.00 meditazione

6.00:canto delle delle lodi

7.00: lectio sul vangelo del giorno

8.00: celebrazione Eucaristica

8.45: canto dell’ora terza

11.45: canto dell’ora sesta

15.30: canto dell’ora nona e

incontro formativo comunitario

18.00:canto dei vespri

18.30: meditazione

20.45: canto compieta

alle 22.00 ha inizio il grande silenzio. Le sorelle si incontrano quotidianamente per condividere i frutti della preghiera, le fatiche del cammino, i desideri e le speranze della vita comune. Il Santuario è aperto dalle 5.00 della mattina alle 21.00 per coloro che desiderano partecipare alla Liturgia delle ore e pregare Maria che in questo luogo si è inginocchiata e ha invitato alla preghiera e all’adorazione.