Canti Liturgici

Quando Israele era giovinetto io l’amavo

18 novembre 2017
monastero
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s15 professione suor Irene-38

Quando Israele

Musica Sefania Bono

Quando Israele era giovinetto

 Clicca sul testo rosso per ascoltare il file audio

Os 11, 1-4

Quando Israele era giovinetto io l’amavo.Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore. Ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia. Mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. 

Il testo di questo brano è tratto dal libro di Osea. Troviamo lo stesso testo come antifona alla Comunione nella liturgia propria di Santa Teresa di Liseux

L’amore di Dio per Israele è trasportante, sconvolge completamente la storia del suo popolo. Israele non ha ascoltato la sua voce, non ha convertito il suo cuore, allora è Dio che si volge verso Israele, che cerca di conquistarla nuovamente, nonostante la sua infedeltà. Dopo aver usato l’immagine dello sposo e della sposa Osea utilizza l’immagine del rapporto tra padre e figlio per evocare la stretta parentela di Dio e il suo popolo.

 

 

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Sali sull’alta montagna

17 novembre 2017
Carmelitane
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monastero Janua coeli

Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me, attirerò tutti a me,

dice il Signore.

Sali sull’alta montagna messaggera di gioia per Sion

annuncia alle città della Giudea “Ecco il nostro Dio”

“Ecco il vostro Dio”

“A te levo i miei occhi”

“Sali sull’alta montagna”

“A te che abiti nei cieli”

“Ecco il nostro Dio”

“Sali sull’alta montagna”

“Ecco il nostro Dio”

” Ecco il nostro Dio il nostro Dio”

Quando sarò elevato da terra , elevato da terra, attirerò tutti a me attirerò tutti a me dice il Signore!”

( Testo: dal Messale Romano antifona di Comunione festa Esaltazione della Croce Musica Sefania Bono)

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Di generazione in generazione

12 novembre 2017
monastero
di generazione in generazione

Musica di Stefania Bona

Testo Liturgia del Sacro Cuore

Di generazione in generazione durano i pensieri del suo cuore

per salvare dalla morte i suoi figli e nutrirli in tempo di fame

corri a questa fonte di vita e di luce con vivo desiderio chiunque tu sia o anima consacrata a Dio

e con l’intima forza del cuore annuncia a Israele

il Signore si è legato a voi

e vi ha scelto da tutti i popoli perché siete il più piccolo

Il Signore vi ama, il Signore vi ama , vi ama, e vi ha scelti

durano i pensieri del suo cuore

corri a questa fonte di vita e di luce

Di generazione in generazione durano i pensieri del suo cuore!

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Duetto, Ave Maria di Armando Antonelli

4 ottobre 2017
noviziato
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Il duetto si presenta come un brano, più o meno lungo, composto per essere eseguito a due voci solistiche. Il duetto eseguito da due sorelle carmelitane del monastero, in un momento della preghiera liturgica, è un’ Ave Maria che può essere cantata anche coralmente, con accompagnamento strumentale, la prima parte dai soprani e la seconda parte a due voci.

Composta da Armando Antonelli, questa Ave Maria possiede i tratti di maturità musicali dell’autore.

Marchigiano di origine il maestro Antonelli è vissuto tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Di sensibilità nota e fine si è sin dai primi anni della sua attività di compositore di musica sacra distinto per originalità e continuità con la tradizione. Ha conseguito il diploma di Composizione al Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma nel 1915. Fu particolarmente stimato da collabolatori e maestri tra cui lo stesso Perosi avendo il merito di dare rilievo, una certa garanzia e prestigio alla musica sacra nel periodo delicato e fragile delle due guerre.

Fu un conoscitore acuto e attento della tecnica  vocale e riusciva a interagire abilmente con il coro possedendo rara attitudine pedagogica ottenendo risultati sensibilmente apprezzabili. Compositore di cinque messe e numerosi antifone mariane, motterri, laudi, canti. Apprezzatissimo trascrittore di codici antichi e studioso della polifonia del XV e XVI secolo.

 

 

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Sub tuum presidium confugimus

23 settembre 2017
Carmelitane
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e il cammino procede

Tra i tropàrion dedicati alla Madre di Dio, il Sub tuum presidium confugimus è il più antico (III sec.) da esso emerge l’usanza di rivolgersi a Maria come Madre di Dio nel momento del bisogno.

Nel file audio possiamo ascoltare l’antifona mariana tratta dal ricco repertorio del canto gregoriano, nel tempo si è prestata ad essere musicata da grandi artisti. Attualmente questa preghiera la troviamo tra le invocazioni con cui si conclude la liturgia delle Ore della Compieta. Il brano che è possibile ascoltare è il canto dell’antifona mariana che segue le litanie lauretane del coro delle monache carmelitane di Cerreto. Questa melodia gregoriana, nel modo VII, si snoda in una semplice e confidente richiesta di aiuto e in un sereno abbandono.

La bellezza del termine praesidium valica la connotazione del lessico militare e significa esattamente “luogo difeso da presidio” ma nell’accezione più ampia indica il tutelare, proteggere, custodire. Vergine Maria è considerata presidio potente dei cristiani, è la Madre a cui  potersi rivolgere per essere accolti e sostenuti lungo i momenti difficili del cammino, è Lei che intercede per ognuno presso il Figlio. E’ Lei la Vergine Madre santa, “sola pura” , e “benedetta”.Questa antica preghiera allude alla totale Santità di Maria e alla perpetua verginita. Proprio alla Virgo Purissima si rivolge la supplica del fedele che vive nel pericolo e nella prova. Il testo primitivo della preghiera Sub tuum presidium confugimus, ritrovato ad Alessandria d’Egitto, venne probabilmente composto nel periodo delle persecuzioni di Valeriano e Decio. Troviamo questa preghiera già presente nella liturgia copta natalizia del III secolo.

testo originale

Completabile in greco

trasliterazione

Traduzione latina


[…]πὸ[…] εὐσπλ[…]
καταφε[…] Θεοτόκετ[…]
ἱκεσίαςμὴπαρ
ίδῃςἐνπεριστάσει[…]ἀλλἐκκινδύνων[…]ρωσαιἡμᾶς μόνη[…][…]ηεὐλογημένη[…] 

Ὑπὸ τὴν σὴν εὐσπλαγχνίαν,
καταφεύγομεν, Θεοτόκε.
Τὰς ἡμῶν ἱκεσίας,
μὴ παρίδῃς ἐν περιστάσει,
ἀλλ᾽ ἐκ κινδύνων λύτρωσαι ἡμᾶς, μόνηἉγνή,
μόνη εὐλογημένη.
 

Hypò tèn sèn usplanchnían,
Katapheúgomen, Theotóke.
Tàs hemôn ikesías,
mè parídes en peristásei,
All’ek kindýnon lýtrosai hemâs Móne hagné,
móne eulogeméne
  

Sub misericordiam tuam
confugimus, Dei Genetrix.
Nostras deprecationes
ne despicias in cessitatibus, sed a periculis
salva nos,sola sancta
et benedicta.
 

Versione romana

Traduzione italiana

Testo ambrosiano

 


Sub tuum praesidium confugimus,Sancta Dei Genetrix.Nostras deprecationes ne despiciasin necessitatibus,sed a periculis cunctislibera nos semper,Virgo gloriosa et benedicta.

 

Sotto la tua protezione troviamo rifugio,
Santa Madre di Dio:
non disprezzare
le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

 


Sub tuam misericordiam confugimus
Dei Genitrix
nostram deprecationem
ne inducas
in tentationem
sed de periculo
libera nos
sola casta et benedicta

 

 

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