Sub tuum presidium confugimus

Sub tuum presidium confugimus

23 settembre 2017
Carmelitane

Tra i tropàrion dedicati alla Madre di Dio, il Sub tuum presidium confugimus è il più antico (III sec.) da esso emerge l’usanza di rivolgersi a Maria come Madre di Dio nel momento del bisogno.

Nel file audio possiamo ascoltare l’antifona mariana tratta dal ricco repertorio del canto gregoriano, nel tempo si è prestata ad essere musicata da grandi artisti. Attualmente questa preghiera la troviamo tra le invocazioni con cui si conclude la liturgia delle Ore della Compieta. Il brano che è possibile ascoltare è il canto dell’antifona mariana che segue le litanie lauretane del coro delle monache carmelitane di Cerreto. Questa melodia gregoriana, nel modo VII, si snoda in una semplice e confidente richiesta di aiuto e in un sereno abbandono.

La bellezza del termine praesidium valica la connotazione del lessico militare e significa esattamente “luogo difeso da presidio” ma nell’accezione più ampia indica il tutelare, proteggere, custodire. Vergine Maria è considerata presidio potente dei cristiani, è la Madre a cui  potersi rivolgere per essere accolti e sostenuti lungo i momenti difficili del cammino, è Lei che intercede per ognuno presso il Figlio. E’ Lei la Vergine Madre santa, “sola pura” , e “benedetta”.Questa antica preghiera allude alla totale Santità di Maria e alla perpetua verginita. Proprio alla Virgo Purissima si rivolge la supplica del fedele che vive nel pericolo e nella prova. Il testo primitivo della preghiera Sub tuum presidium confugimus, ritrovato ad Alessandria d’Egitto, venne probabilmente composto nel periodo delle persecuzioni di Valeriano e Decio. Troviamo questa preghiera già presente nella liturgia copta natalizia del III secolo.

testo originale

Completabile in greco

trasliterazione

Traduzione latina


[…]πὸ[…] εὐσπλ[…]
καταφε[…] Θεοτόκετ[…]
ἱκεσίαςμὴπαρ
ίδῃςἐνπεριστάσει[…]ἀλλἐκκινδύνων[…]ρωσαιἡμᾶς μόνη[…][…]ηεὐλογημένη[…] 

Ὑπὸ τὴν σὴν εὐσπλαγχνίαν,
καταφεύγομεν, Θεοτόκε.
Τὰς ἡμῶν ἱκεσίας,
μὴ παρίδῃς ἐν περιστάσει,
ἀλλ᾽ ἐκ κινδύνων λύτρωσαι ἡμᾶς, μόνηἉγνή,
μόνη εὐλογημένη.
 

Hypò tèn sèn usplanchnían,
Katapheúgomen, Theotóke.
Tàs hemôn ikesías,
mè parídes en peristásei,
All’ek kindýnon lýtrosai hemâs Móne hagné,
móne eulogeméne
  

Sub misericordiam tuam
confugimus, Dei Genetrix.
Nostras deprecationes
ne despicias in cessitatibus, sed a periculis
salva nos,sola sancta
et benedicta.
 

Versione romana

Traduzione italiana

Testo ambrosiano

 


Sub tuum praesidium confugimus,Sancta Dei Genetrix.Nostras deprecationes ne despiciasin necessitatibus,sed a periculis cunctislibera nos semper,Virgo gloriosa et benedicta.

 

Sotto la tua protezione troviamo rifugio,
Santa Madre di Dio:
non disprezzare
le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

 


Sub tuam misericordiam confugimus
Dei Genitrix
nostram deprecationem
ne inducas
in tentationem
sed de periculo
libera nos
sola casta et benedicta

 

 

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